Descrizione
" Siente , siè, 'sti sciure 'e arance : nu prufumo accussì fino dint' 'o core se ne va " , celebrava , agli inizi del '900 , " Torna a Surriento " , una delle più note melodie al mondo. Ancora oggi il profumo delle arance bionde e dei limoni accompagna lo sguardo del viaggiatore in Penisola Sorrentina , in una visione che alterna mare, montagna e i caratteristici giardini con i pergolati .
Le caratteristiche tipiche delle arance bionde di Sorrento, come pure dei limoni, sono valorizzate dalle coltivazione delle piante sotto le famose pagliarelle, stuoie di paglia che vengono appoggiate a pali di sostegno di legno di castagna dei vicini Monti Lattari, a copertura delle chiome degli alberi, al fine di proteggerli dal freddo e dal vento, ma anche per ottenere un ritardo della maturazione dei frutti che conferisce una tipicità "temporale" al prodotto che può essere venduto in epoca successiva a quella delle altre arance italiane.
Della cultivar madre Biondo comune , sono andati col tempo selezionandosi ed affermandosi due ecotipi locali : il " Biondo Sorrentino (o di Sorrento )" e il " Biondo Equense ". In entrambi i casi abbiamo a che fare con piante dallo sviluppo vigoroso, con portamento assurgente, che raggiungono spesso l'altezza di 7 metri. I frutti sono di colore giallo arancio più o meno intenso e di calibro elevato (maggiore per il Biondo di Sorrento ) con buccia di medio spessore, spicchi piuttosto numerosi e privi di semi, succo abbondante e zuccherino.
La raccolta ha inizio nel mese di dicembre e si protrare da maggio ai primi di agosto per i frutti provenienti dalle fioriture ritardate.
Scheda Tecnica
Marmellata di Arance di Sorrento
Questa marmellata, costituita da una pregiata materia prima, rimanda ai bellissimi paesaggi della Terra delle Sirene per il profumo intenso ed aromatico.
Dal sapore agrodolce, è una leccornia da gustare in qualsiasi momento della giornata. Le arance vengono accuratamente selezionate, lavate, sbucciate a mano, denocciolate e tagliate a pezzi. Una parte della buccia viene sminuzzata e unita alla polpa. Si procede, quindi, alla cottura a fuoco lento con l'aggiunta di una piccola percentuale di zucchero di canna .